L’Archimetro

 

 

Quasi un sacro monte

Titolo: Quasi un sacro monte
Curatori: Bruno Adorni Elio Monducci
ISBN: 9788881033706
Misure: 24×26 cm
Pagine: 220
Illustrazioni: 100 b/n e a colori
Pubblicato: Giugno 2001
Prezzo di copertina: € 51,65
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La chiesa di San Girolamo a Reggio Emilia è uno dei capolavori di Gaspare Vigarani (1588-1663), grande architetto e scenografo della corte estense , che ancor oggi stenta a trovare il posto che gli compete fra i protagonisti dell’architettura barocca fuori Roma . Questo complesso architettonico riunisce in un unico edificio le riproduzioni dei luoghi santi (la Scala Santa, il Santo Sepolcro, l’Anastasis) con lo stesso spirito dei Sacri Monti. Il percorso fotografico e i rilievi architettonici rendono visivamente l’insolita conformazione del complesso di San Girolamo e la straordinaria qualità barocca dei suoi interni.


I Benedettini a Reggio Emilia

Titolo: I Benedettini a Reggio Emilia
Curatori: Bruno Adorni Elio Monducci
ISBN: 9788881033508
Misure: 24×26 cm
Pagine: 224 pagine ciascuno
Illustrazioni: 290 fotografie in b/n e a colori 15 mappe in b/n e a colori
Pubblicato: Giugno 2002
Note: Cofanetto contenente due volumi
Prezzo di copertina: € 51,65
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L’opera prende in esame il complesso architettonico dei chiostri e della chiesa di S .Pietro, attualmente oggetto di attenzione anche del Ministero dei Beni Culturali , che ne ha disposto il restauro con un intervento di grandi proporzioni. Si tratta di un’opera architettonica di notevole interesse che ha richiamato considerevoli attenzioni anche in passato, come attesta la ponderosa mole di documenti inediti (oltre 900) rinvenuti e qui trascritti. Costruito all’interno della città, dopo l’abbattimento della torre del monastero benedettino di S. Prospero fuori le mura per ragioni militari, questo manufatto è costituito dalla chiesa e da due chiostri. Il chiostro piccolo, opera di Bartolomeo Spani, rappresenta il meglio del reggiano Rinascimento, il chiostro grande di Giulio Romano raggiunge un risultato clamoroso per la complessa struttura che ribalta la tradizionale concezione del chiostro. La chiesa di Giulio della Torre, oltre ad avere ospitato tele di Palma il Giovane e del Guercino, oggi disperse o trasmigrate altrove, presenta delle pale d’altare di prestigio, come quelle del bolognese Alessandro Tiarini. Opere tutte che è possibile ammirare in questo volume attraverso un ricchissimo apparato iconografico a colori.


Giovan Battista Aleotti e l’architettura

Titolo: Giovan Battista Aleotti e l’architettura
Curatori: Costanza Cavicchi, Francesco Ceccarelli, Rossana Torlontano
ISBN: 9788881033652
Misure: 24×26 cm
Pagine: 224 pagine ciascuno
Illustrazioni: 149 fotografie in b/n
Pubblicato: Settembre 2002
Prezzo di copertina: € 46,50
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La complessa figura di Giovan Battista Aleotti , architetto e ingegnere tra i più significativi tra Cinque e Seicento italiano , è analizzata in questo volume, riccamente illustrato. Attraverso la molteplicità e varietà degli studi e delle nuove acquisizioni documentali, viene fatta nuova luce, con gli studi di ricercatori e docenti universitari, accreditati fra i maggiori studiosi , sulle opere di questo artista eclettico: dall’architettura ecclesiastica – con le chiese di San Carlo e di Santa Margherita a Ferrara, l’ oratorio di Santa Croce ad Argenta e la chiesa di Santa Maria del Quartiere a Parma – all’ingegneria idraulica: gli interventi in Romagna o il testo della Corografia dello Stato di Ferrara e agli ormai noti cinque libri dell’Hidrologia. Non ultimi i significativi interventi nell’ambito della tradizione teatrale di inizio Seicento: tra tutti il teatro Farnese di Parma. E ancora i progetti per i Bentivoglio a Ferrara e a Gualtieri, per i Thiene di Scandiano o l’opera giovanile della Fortezza di Mont’Alfonso, avamposto estense in Garfagnana. Un quadro variegato ma emblematico del fervore culturale e artistico che Aleotti, attraverso le più varie e insigni committenze, riuscì a raccogliere intorno a sé tra Cinquecento e Seicento.


Il giardino di Parma

Titolo: Il giardino di Parma
Curatore: Carlo Mambriani
ISBN: 9788881034383
Misure: 24×26 cm
Pagine: 328
Illustrazioni: 320 fotografie a colori e b/n
Pubblicato: Novembre 2006
Prezzo di copertina: € 75,00
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Superba forma artistica e affascinante oasi di natura antropizzata nel cuore di un centro antico, teatro all’aperto per la città, luogo caro un tempo ai duchi e oggi ai cittadini e ai visitatori, il Giardino di Parma è da tempo noto a studiosi e appassionati. Con questo volume, il primo studio di ampio respiro sul tema, il complesso viene restituito ai lettori e ai visitatori attraverso i molteplici sguardi degli studiosi – storici dell’architettura e dell’arte, archeologi, naturalisti, botanici e tecnici del restauro – e di un fotografo, che esplora con ottica seducente e problematica insieme, l’assetto successivo al recente restauro (2000-2002), creando un portfolio ad oggi unico. Nuove interpretazioni critiche e raffronti con il panorama del giardino italiano ed europeo restituiscono un efficace quadro d’insieme di questo superbo “monumento verde”. Una ricchissima documentazione, in gran parte inedita, permette un nuovo approccio alla scoperta e alla futura gestione del Giardino , al fine di promuovere e valorizzare, con sempre maggiore consapevolezza, questo straordinario patrimonio culturale, civile e naturale, caro ai Farnese, ai Borbone di un tempo e ai parmigiani di oggi.


L’architettura a Parma sotto i primi Farnese 1545-1630

Titolo: L’architettura a Parma sotto i primi Farnese 1545-1630
Curatore: Bruno Adorni
ISBN: 9788881032112
Misure: 24×26 cm
Pagine: 400
Illustrazioni: 300 fotografie a colori e b/n
Pubblicato: Febbraio 2008
Prezzo di copertina: € 95,00
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La sedimentazione degli interventi architettonici commissionati dai Farnese, tra XVI e XVII secolo, nella città di Parma sono l’oggetto di questo volume, che vede le stampe a trent’anni dalla prima edizione, completamente rivisto e ampliato. Attraverso attente analisi documentali, studi e rilievi architettonici è qui raccontato un secolo di interventi a Parma ad opera dei maggiori architetti dell’epoca, tra cui il Vignola, Simone Moschino, Giovan Battista Aleotti, il Fornovo, il Testa, e ancora Giovan Battista Magnani e Smeraldo Smeraldi. Ne risulta la storia di una città riccamente scenografica per ingressi solenni e festività importanti e un ducato illuminato che seppe circondarsi di edifici di rappresentanza e di culto testimoni del prestigio raggiunto, come la Pilotta voluta da Ranuccio I Farnese, il teatro Farnese, la Cittadella di Alessandro Farnese, e le chiese di Santa Maria del Quartiere, San Giovanni Evangelista, San Sepolcro o la SS. Annunziata. Un apparato iconografico, in parte riproposto in parte arricchito da nuovi scatti, permette una lettura parallella attraverso immagini che presentano luoghi conosciuti e creano suggestioni sempre nuove.


Il bosco di Torrile. Storia e futuro di una foresta perduta

Titolo: Il bosco di Torrile. Storia e futuro di una foresta perduta
Curatore: Carlo Mambriani
ISBN: 9788881036400
Misure: 24×26 cm
Pagine: 144
Illustrazioni: 81 fotografie a colori con prezioso portfolio fotografico d’autore
Pubblicato: Maggio 2009
Prezzo di copertina: € 30,00
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«Durante il medioevo […] l’Europa era ricoperta di foreste non solo sui massicci montagnosi ma anche nelle pianure: è il caso, esemplare, del bosco di Torrile, situato nell’area tra il Po e la città di Parma. Nel passato il bosco ha dunque avuto una parte importante sia nella realtà, sia nell’immaginario. Per quanto riguarda l’immaginario, lo si è potuto paragonare a ciò che è stato il deserto per le società orientali. La santità è nata nei deserti d’Oriente, mentre la foresta popolata di santi eremiti ne è stata l’equivalente per l’Occidente medievale […]. La foresta era al tempo stesso meravigliosa e terribile, produttrice di beni indispensabili e focolaio di brigantaggio , capace di attrarre e di respingere […]. Quanto al bosco di Torrile , esso fu dapprima, nel medioevo, a partire dal X secolo, proprietà del vescovo, o più esattamente della mensa episcopale, di cui doveva coprire i costi di sussistenza. Si estendeva su una superficie di 600 biolche quando, nel 1460, fu affittato in enfiteusi perpetua a Roberto Sanseverino. Dal primo Seicento, subentrati i Farnese, divenne una riserva di caccia ducale. Morto nel 1802 il duca Ferdinando di Borbone, il bosco divenne proprietà della Repubblica francese e fu donato al generale Soult. Questi lo vendette nel 1806 a nuovi proprietari italiani e quando Maria Luigia dal 1814 divenne sovrana del ducato di Parma il bosco rimase escluso dalla riserva di caccia principesca». [dall’introduzione di Jacques Le Goff]


Baldassarre Peruzzi e la Cappella Ghisilardi

Titolo: Baldassarre Peruzzi e la Cappella Ghisilardi
Curatore: Sergio Bettini
ISBN: 9788881033027
Misure: 24×26 cm
Pagine: 176
Illustrazioni: 72 foto e documenti in b/n e colore
Pubblicato: Maggio 2003
Prezzo di copertina: € 42,00
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Indagine archivistica e catalogo fotografico di una delle opere più importanti di Baldassarre Peruzzi, la Cappella Ghisilardi, dopo il restauro.


Il palazzo dei diamanti a Bologna

Titolo: Il palazzo dei diamanti a Bologna
Autore: Sergio Bettini
ISBN: 9788881038756
Misure: 24×26 cm
Pagine: 202
Illustrazioni: 110 fotografie in b/n
Pubblicato: NOVITA 2017
Prezzo di copertina: € 45,00
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Soltanto alcuni palazzi del Quattrocento italiano furono ultimati mentre i loro committenti erano in vita. Il palazzo che Nicolò Sanuti e la moglie Nicolosa Castellani fecero erigere lungo strada
S. Mamolo (ora Massimo D’Azeglio) è fra questi e può ancora mostrare la facciata, il cortile e parte degli ambienti interni nelle forme pressoché originarie. Il testo indaga la storia del più interessante e mai studiato edificio del Quattrocento bolognese, il palazzo dei diamanti felsineo, dopo aver tracciato un profilo storico-politico del suo committente, Nicolò Sanuti, promotore di altre imprese edilizie cittadine. Costruito negli anni del dominio bentivolesco, palazzo Sanuti fu ammodernato dai Campeggi negli anni della Controriforma quando fu scelto quale dimora dal cardinale Del Monte durante il trasferimento del Concilio di Trento a Bologna e successivamente passato ai Bevilacqua che tuttora ne detengono la proprietà. La trascrizione di un vasto corpus
documentario, un rilievo e un atlante iconografico concludono il volume.